Una preghiera che libera: il 22 febbraio la Campania unita per i detenuti

Domenica 22 febbraio 2026, prima domenica di Quaresima, la Chiesa campana vivrà la Giornata di preghiera per i fratelli e le sorelle in carcere, promossa dall’Ufficio di Pastorale Carceraria della Conferenza Episcopale Campana. Un appuntamento ormai consolidato che invita le comunità parrocchiali a rivolgere lo sguardo e il cuore agli istituti penitenziari, a quanti stanno scontando una pena, alle loro famiglie e a tutto il personale che presta servizio nelle carceri, insieme ai volontari.

L’immagine scelta per accompagnare questa giornata richiama con forza il senso cristiano della speranza: mani incatenate che si stagliano davanti alla croce, segno di una libertà che può rinascere anche dentro le situazioni più difficili. A illuminare il cammino è la Parola del Vangelo di Giovanni: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più» (Gv 7,11), espressione della misericordia che non giustifica il male, ma apre sempre alla possibilità di un nuovo inizio.

Nella lettera indirizzata alle diocesi, l’incaricato regionale don Rosario Petrone richiama il valore di questa iniziativa, sottolineando come la preghiera diventi segno concreto di vicinanza verso chi vive l’esperienza della detenzione e verso chi, quotidianamente, opera negli istituti penitenziari della Campania. Il riferimento al recente Giubileo dei detenuti rafforza ulteriormente questo invito. Nell’omelia del 14 dicembre 2025 in San Pietro, Papa Leone XIV ha ricordato che il carcere è un ambiente complesso, dove anche i migliori propositi possono incontrare ostacoli, ma ha esortato a non scoraggiarsi, ribadendo che nessuno coincide con il proprio errore e che la giustizia deve essere sempre un cammino di riparazione e riconciliazione.

L’appello è a diventare “artigiani di speranza”, mantenendo vivo lo spirito giubilare anche oltre l’Anno Santo e promuovendo nelle comunità cristiane una cultura dell’accoglienza e del superamento dei pregiudizi. La Giornata di preghiera del 22 febbraio si inserisce così nel tempo forte della Quaresima come occasione privilegiata per rinnovare l’impegno alla conversione personale e alla carità fraterna, nella consapevolezza che ogni persona, anche dopo una caduta, può rialzarsi e ritrovare la propria dignità.

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