Questa mattina, presso il Santuario di Pompei, la Conferenza Episcopale Campana ha presentato le Linee guida per la formazione al ministero del catechista – Discernimento e accompagnamento dei catechisti istituiti nella Comunità Cristiana, curate dal Settore Dottrina della Fede, Annunzio e Catechesi della CEC.
La presentazione è stata guidata da S.E. Mons. Antonio Di Donna, Presidente della Conferenza Episcopale Campana, e da S.E. Mons. Andrea Bellandi, Vescovo delegato per il settore Dottrina della Fede, Annuncio e Catechesi. Presenti i direttori degli Uffici catechistici diocesani, con le rispettive équipe, e una rappresentanza di catechisti.
Le Linee guida consegnano alle comunità ecclesiali e alle équipe diocesane un quadro di riferimento unitario per riconoscere, formare e accompagnare coloro che, chiamati dallo Spirito e dopo un serio discernimento, saranno istituiti catechisti.
Il testo richiama con forza la dimensione vocazionale e comunitaria del ministero: il catechista non agisce “da solo”, ma dentro una Chiesa che convoca e invia, in comunione con i pastori e a servizio dell’evangelizzazione.
Un’ampia sezione è dedicata al discernimento comunitario: i soggetti coinvolti sono il candidato, la comunità (con il Consiglio pastorale), il parroco, l’équipe dell’Ufficio Catechistico Diocesano e il Vescovo. Tra i criteri indicati emergono: la testimonianza di vita cristiana riconosciuta, la disponibilità a una formazione adeguata e la scelta di un servizio secondo il paradigma della gratuità evangelica. Il cammino è articolato in fasi (inizio, formazione, verifica, ammissione), con indicazioni concrete anche per la domanda del candidato e per la lettera di presentazione del parroco.
Le Linee guida propongono un impianto formativo ispirato al paradigma catecumenale, capace di integrare Scrittura, vita, liturgia, carità, missione e vita ecclesiale. Particolare attenzione è posta alla formazione degli adulti attraverso laboratorio, narrazione autobiografica e apprendimento cooperativo, e all’importanza di un vero e proprio “contratto formativo” che responsabilizzi i partecipanti.
Un passaggio decisivo riguarda il “dopo”: il catechista istituito è chiamato a custodire una formazione permanente, alimentata dalla Parola, dai sacramenti, dalla preghiera e dalla vita di comunione, perché la motivazione resti viva e non si spenga. La comunità cristiana, a sua volta, è indicata come il luogo ordinario che accoglie, sostiene e accompagna, evitando solitudini e favorendo uno stile sinodale di corresponsabilità.
In prospettiva, le Linee guida invitano anche a potenziare competenze specifiche per le sfide dei tempi presenti (linguaggi digitali, disabilità, società multietnica, pluralismo religioso, sostenibilità), promuovendo lavoro “in rete” e percorsi di approfondimento.
Linee guida per la formazione al ministero del catechista