Omelie e catechesi sulla tutela del creato, l’impegno dei sacerdoti della Campania

Più di 400 preti dalle diocesi della Campania con i loro vescovi «riuniti insieme per riflettere sul modo di vivere da presbiteri l’impegno per la difesa e la valorizzazione del creato in ascolto del grido di sofferenza che sale dalle nostre terre».

È l’incontro dal titolo “L’educazione alla custodia del creato nelle nostre comunità, secondo gli orientamenti dell’enciclica Laudato si’” e promosso dalla Commissione clero e dal settore problemi sociali e lavoro, giustizia, pace e salvaguardia del creato della Conferenza episcopale campana. L’evento si è svolto ieri mattina a Pompei.

Per il vescovo Francesco Beneduce, ausiliare di Napoli e delegato per la Commissione clero, «la larga e non scontata partecipazione» conferma la bontà della scelta di «stare insieme e riflettere sull’attenzione alla madre terra in questo tempo che la Chiesa dedica alla cura del creato».

Sulle note del canto Laudato si’, durante la preghiera sono stati portati in processione un fazzoletto di terra dei fuochi, il mare di Salerno, le specie vegetali più rare dei parchi della regione e l’acqua delle sorgenti del Matese.

È stato Francesco Alfano, arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, delegato per la Commissione custodia del creato, a introdurre la riflessione per «radicare biblicamente e teologicamente» l’impegno per la casa comune, un compito che «ci sta a cuore e permette di annunciare il Vangelo con speranza guardando al futuro».

Rosanna Virgili ha presentato ai preti della «Campania felice» i compiti dei cristiani in difesa del creato. La biblista ha parlato di «ecologia creativa». Già nella creazione all’uomo è affidato il compito di «coltivare e custodire il giardino in mezzo alla steppa» in armonia con le altre creature. E «tutto vive» nella «relazione tra Dio e l’uomo» al fine di «generare vita» e «meraviglia». La rottura del patto produce a catena «infecondità» tra maschio e femmina, «ostilità» con le altre creature e tra fratelli, Caino e Abele. Con l’annuncio della Risurrezione il cristiano riceve di nuovo il dono della prima creazione e il dovere di salvaguardare il creato nella storia, ma molto di più, la nuova creazione e il dovere di custodire il corpo del Battesimo innestato in quello del Signore morto e risorto, in un impegno dinamico volto al futuro di cieli e terre nuove». Ecco l’«ecologia cristiana» capace di ridare «un posto visibile a Dio nella storia».

«Cari presbiteri, per favore, inserite nella catechesi e nella predicazione il tema della custodia del creato, della giustizia e della pace» ha esortato il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna. Per il presidente della Conferenza episcopale campana, la Laudato si’ di papa Francesco è «patrimonio della dottrina sociale» e deve entrare nella «formazione degli adulti e dei ragazzi». Perciò i vescovi campani, «consapevoli che se tale educazione non passa nella nostra predicazione e nei cammini ordinari di fede delle nostre comunità, di fatto non passerà», offrono un sussidio catechistico, distribuito a Pompei, con lo scopo di aiutare le parrocchie in questo compito. Perché, ha ribadito il vescovo di Acerra, «la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato sono tre sorelle gemelle» e custodirle «non può essere compito di un gruppo scelto di persone».

Nelle parole di don Emilio Salvatore, incaricato della Commissione clero, e di don Giuseppe Autorino, settore custodia del creato, le sintesi dei gruppi di lavoro.

«Oggi incomincia un cammino di formazione nelle nostre comunità che ci porterà al 20 aprile 2024 per un nuovo incontro aperto a tutti gli operatori pastorali» ha concluso il vescovo Di Donna.

Antonio Pintauro

 

  Sussidio “Educhiamoci alla custodia del creato”

Foto Massimo La Corte

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