Primo giorno del Convegno Chiesa e Lavoro

«Convenire insieme, per trattare un problema che sta a cuore di tutti». Con queste parole, di fronte a circa 350 tra vescovi e delegati di cinque regioni ecclesiastiche del Sud – Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna – il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli, ha aperto i lavori del convegno “Chiesa e lavoro – quale futuro per i giovani nel Sud?”. L’appuntamento, con oltre 500 partecipanti, si svolgerà oggi e domani presso il terminal della Stazione Marittima di Napoli, ponendo le basi per un’alleanza sociale più solida e concreta tra Chiesa, mondo dell’associazionismo e istituzioni. «Sentiamo tutti l’esigenza di corrispondere a ciò che il Signore Gesù Cristo ci chiede, e la Chiesa ci ha insegnato – ha spiegato il Cardinale arcivescovo -. Dobbiamo testimoniare valori, pensando a chi vive il disagio, in questo caso i giovani. Già il Concilio Vaticano II, e lo stesso magistero pontificio da Papa Leone XIII in poi, ci sprona ad occuparci della dignità dell’uomo, dei suoi valori, delle sue vere identità. Non vogliamo lamentarci, non vogliamo piangerci addosso o rispolverare statistiche pubblicate ovunque – ha concluso Sepe -. Vogliamo mettere in pratica i documenti realizzati nell’ottobre del 1989 “Chiesa italiana e Mezzogiorno: sviluppo nella solidarietà” e nel febbraio 2009 “Per un paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno”. Vogliamo lavorare insieme, collaborare nel rispetto reciproco, per evitare che altri giovani cadano nella tentazione di sentirsi avviliti, scartati, emarginati».

Parole di saluto espresse anche dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris: «Ho sempre apprezzato quanto le comunità cattoliche, nelle sue diverse articolazioni, lavorino sui territori, a cominciare dalla lotta alla criminalità organizzata. Ho sempre creduto nella similitudine tra sindaci e parroci: insieme siamo in prima linea, per ascoltare ogni giorno ansie, bisogni e opportunità delle persone. Credo fortemente in ciò che la Chiesa sostiene in materia di sviluppo, progresso, beni comuni e crescita economica, mettendo al primo posto l’essere, la persona umana, i territori e la natura rispetto all’avere. Ho sempre accolto le parole di fiducia, solidarietà e fratellanza della Chiesa, opposte al razzismo e all’ostilità verso i migranti, nostri fratelli nell’integrazione. Porto l’esperienza della mia città, dove il riscatto è passato anche per i giovani e il loro capitale umano. Noi, in qualità di istituzioni, non possiamo limitarci ad avere mani pulite e condotte oneste. I giovani hanno bisogno di punti di riferimento, fatti concreti, sentendosi cittadini di oggi, non di domani. Rimaniamo per strada, e cerchiamo di offrire alternative, perché oltre alla strada della criminalità o dell’emigrazione, ci sia anche quella della legalità che conviene».

Messaggi di saluto, inoltre, sono stati inviati dal Cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato di Sua Santità Papa Francesco, dall’On. Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, e dall’On. Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio dei Ministri.

 Al dibattito introduttivo ha contribuito anche S.E. Monsignor Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto, Presidente della Commissione Episcopale Cei per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, nonché Presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, che quest’anno si terranno a Cagliari dal 26 al 29 ottobre. «Viviamo un conflitto drammatico: o il lavoro manca, o quando c’è è precario, con rischi di capolarato e sfruttamento. Seguendo la dottrina sociale della Chiesa, il messaggio di Papa Francesco e i principi della Costituzione – ha concluso Monsignor Santoro – vogliamo che i nostri giovani, attraverso la partecipazione, siano una strategia specifica prioritaria per il governo».

A entrare nel merito del confronto, moderato dal Dott. Vincenzo Morgante, direttore della Testata Giornalistica Regionale della Rai, il teologo don Adolfo Russo, Vicario episcopale della cultura per l’Arcidiocesi di Napoli e teologo della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. La sua relazione, dal titolo «Chiesa e lavoro. Quale futuro per i giovani nel Sud. Approccio teologico testimoniale», richiama le principali chiavi di lettura del convegno: «Sin dal 1948, attraverso il documento “I problemi del Mezzogiorno” firmato da 73 vescovi meridionali, l’attenzione per il Sud è centrale nell’agenda ecclesiale. La Chiesa – ha aggiunto don Russo – c’è lì dove l’uomo ha bisogno e non riesce ad essere sé stesso, e oggi sono i giovani a sentire più degli altri questo bisogno di realizzazione. Noi, seguendo un profilo di concretezza, vogliamo unire mani di persone diverse che si incontrano, e che, nel loro intrecciarsi, diventano simbolo della Chiesa del Sud».

Il Filmato «Quale Mezzogiorno?», a cura della Testata Giornalistica Regionale Rai Campania, e proiettato a margine dei primi interventi, ha riassunto alcune cifre indicative sulla crisi demografica, economica e produttiva del Mezzogiorno. Secondo l’Istat, negli ultimi cinque anni, hanno lasciato le regioni meridionali 1.130.000 abitanti. Nel solo 2014, sono partite 104mila persone, con un 30 per cento di laureati: di queste 32mila dalla Campania, 23mila dalla Sicilia, 13mila dalla Calabria. Se la tendenza dovesse proseguire, entro il 2065 il volume dei migranti raggiungerà i 4,2 milioni di abitanti persi, con un guadagno di 4,5 milioni per le regioni centro-settentrionali. Numeri altrettanto gravi riguardano l’occupazione: nel 2015, in agricoltura, alla crescita di Molise (+31,3% su base annua) e Puglia (+23%), si contrappone il calo di Sardegna, Sicilia e Campania. Nei primi mesi del 2016, sempre su base annua, l’occupazione totale è cresciuta al Sud del 4,4%, in testa Campania (+3,4%) e Calabria (+3,7%). Ma con riferimento agli under 34, si è registrato un crollo di 622mila unità, fatta eccezione per la Basilicata. A tre anni dal diploma, al Sud solo il 26,7% di diplomati e il 37,1% dei laureati trova lavoro: dati assai inferiori a quelli delle regioni centro – settentrionali (rispettivamente 49 e 68,8%), e alle medie europee (70 e 81%).

Le testimonianze di sei giovani – uno per ogni regione partecipante al Convegno – approfondiscono le difficoltà descritte dai numeri, ma proponendo possibili soluzioni. Creatività, senso etico, formazione continua, capacità di rinnovarsi e aprirsi a nuovi settori produttivi: questi i punti comuni per contrastare la dispersione scolastica, il basso livello di scolarizzazione, le limitazioni della burocrazia e le tentazioni della criminalità organizzata, alimentate dall’inerzia delle istituzioni politiche.

Nel pomeriggio saranno al lavoro dei gruppi di studio, che elaboreranno le loro conclusioni a partire dalle ore 18.30. Cinque i temi al centro del confronto: Etica e lavoro. Welfare al servizio della persona; lavoro e legalità; lavoro, innovazione digitale e progresso tecnologico; agricoltura, artigianato, turismo e lavoro; sicurezza sul lavoro e difesa dell’ambiente.

Domani invece ad aprire la giornata sarà la Messa nella Basilica di San Francesco di Paola presieduta dal presidente della Cei, Cardinale Angelo Bagnasco. A concelebrare, il cardinale Sepe, i vescovi ausiliari di Napoli e 40 vescovi del Sud. Sempre domani parleranno S.E. Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, e il ministro per il Mezzogiorno Prof. Claudio De Vincenti che si confronterà con il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, con un vicepresidente di Confindustria, con il commissario europeo agli affari regionali Carina Cretu e con i rappresentanti del mondo dell’imprenditoria e dei sindacati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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