XI Giornata per la Custodia del Creato_saluto De Palma e foto

XI Giornata per la Custodia del Creato
Dignità del lavoro,
custodia del creato,
per una ecologia integrale

24 settembre 2016

Cimitile Basiliche Paleocristiane / Nola Cattedrale

Saluto del Vescovo di Nola, Mons. De Palma

Cimitile, 24 ottobre 2016

Carissimi confratelli vescovi, carissimi fedeli provenienti da tutte le diocesi della nostra regione ecclesiastica,

sono davvero lieto di accogliervi qui, presso le Basiliche paleocristiane di Cimitile, cuore della tradizione religiosa e spirituale della nostra terra, patrimonio culturale ancora non pienamente conosciuto e valorizzato.

Potrebbe sembrare un paradosso che qui, proprio qui, in un luogo che ispira preghiera e silenzio, andiamo a confrontarci su tematiche sociali e ambientali. Ma è un paradosso solo apparente. L’accostamento è più che mai opportuno e richiama la grande missione della Chiesa: educare alla relazione con Dio è tutt’uno con l’educazione alla vita fraterna e alla responsabilità civile.

Nel piccolo, Cimitile è il microcosmo che rappresenta tutta la diocesi di Nola e tutta la nostra regione ecclesiastica: enorme bellezza che fa da contrasto a povertà materiali e spirituali e a un colossale e imperdonabile spreco di risorse umane, ambientali e culturali.

La bellezza delle nostre terre rappresenta quasi un monito a ciò che potremmo essere e non siamo. La bellezza che ci circonda ci sprona a non far andare via i nostri giovani, a non farli scappare dalle loro radici. Tanta bellezza rende insopportabile i continui attentati all’ambiente e alla salute pubblica consumata da persone senza scrupoli che le istituzioni troppo spesso non riescono a contrastare. Questa bellezza, infine, ci ricorda che il tema del lavoro non parte da lontano, non parte da impulsi centralistici, ma ha bisogno di essere affrontato partendo dalle risorse del territorio, dalle opportunità che qui già sono presenti e non siamo in grado di intercettare.

Le Basiliche paleocristiane hanno però anche un altro significato che ci aiutano a contestualizzare l’incontro di questa sera: esse furono, per iniziativa del nostro compatrono San Paolino, luogo di fraternità e profondissima solidarietà verso le esigenze dei più deboli. Noi non potremo mai affrontare le grandi urgenze sociali, economiche ed ambientali del nostro territorio se non sapremo mettere in piedi un grande progetto di educazione alla solidarietà, all’umanità, alla convivenza, alla sobrietà, alla libertà da ciò che non serve e non è essenziale.

Benvenuti dunque nel polmone spirituale e sociale della diocesi di Nola, che volentieri si candida a diventare per ciascuno di voi qui presenti luogo della carità e della cultura, dell’operosità e della preghiera.

Un breve accenno ai tre focus del nostro convenire.

Il primo, il lavoro. Ne parliamo tanto, ma di fronte alla vastità e complessità del problema ci sentiamo piccoli. E quello che facciamo, come Chiesa, ci pare sempre troppo poco. Liberiamoci da un’illusione: di fronte a questi temi, noi non siamo i “risolutori”, ma coloro che, con pieno senso della realtà, debbono risvegliare le coscienze dei decisori, degli attori istituzionali e sociali, degli imprenditori, dei sindacati. Noi non possiamo creare migliaia di posti di lavoro, purtroppo. Ma possiamo contribuire a creare quelle condizioni etiche e morali per cui persone di buona volontà possano impegnarsi a investire nelle nostre terre. Possiamo e dobbiamo contribuire a determinare quelle condizioni etiche e morali che convincano cittadini competenti e onesti a spendersi in politica mettendo i giovani e il lavoro al primo posto. Il nostro Sud ha bisogno di una bonifica degli atteggiamenti culturali e dei comportamenti sociali che consentano a chi ha idee e risorse di esprimerle. Altrimenti dobbiamo rassegnarci a sopravvivere, chissà per quanto, attraverso assistenzialismo e mance mandate dall’alto per tenerci buoni.

Il secondo breve accenno è alla custodia del Creato. Qui abbiamo un contributo ancora inesplorato da poter offrire alla comunità civile: l’appartenenza ecclesiale è, sempre, appartenenza piena ad un lembo di terra amato oltre ogni criterio estetico. I credenti, per ragione della loro stessa fede, non possono sentirsi ospiti del luogo in cui debbono santificarsi. Sarebbe un controsenso. Eppure questa estate abbiamo visto continuamente nuvole di fumo circondarci e intossicarci. Prima di richiamare lo Stato e le istituzioni, ricordo che coloro che appiccano incendi, sotterrano e nascondono rifiuti tossici sono battezzati. Noi come Chiesa non possiamo saltare questo passaggio essenziale, il passaggio della conversione del popolo che ci è affidato. Forse è arrivato il momento di denunciare l’ipocrisia di quei battezzati che nel mentre onorano Dio con le labbra fanno salire verso di Lui, verso il Cielo, nubi e odore raccapriccianti.

Il terzo breve accenno è alla logica dell’ecologia integrale. Già tanti studiosi hanno ben spiegato la rivoluzione proposta da Francesco, quel passaggio da un ecologismo e da un naturismo a volte “sterile” ad un approccio in cui Uomo e Natura si tengono insieme in una visione unica e armonica. Il punto di partenza dell’ecologia integrale è la riscoperta delle relazioni come chiave del futuro. Relazioni tra di noi, spesso deteriorate e fasulle. Relazioni con le cose, con i beni, da ispirare alla sobrietà. Relazioni con le creature di Dio, con la vegetazione, da ispirare al senso dello stupore e della meraviglia. Abbiamo un’unica strategia pastorale, puntare sul senso delle relazioni. San Paolino, compatrono della Regione campana vegli su questa terra, su tutti gli abitanti perché questa regione torni ad essere la ‘Campania Felix’ degli antichi romani. Questo sarà possibile se tutti, ma assolutamente tutti, per questo ideale lavoreremo.

Grazie.

+Beniamino Depalma Arcivescovo

Vescovo di Nola

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